Gli ospiti del Premio Energheia 2019

Eva Basteiro-Bertoli, nasce a Barcellona e, seguendo la tradizione familiare, studia Ingegneria Industriale ma l’abbandona per andare negli Stati Uniti a studiare Arte Drammatica. Si laurea poi in Storia della Chiesa ed Archeologia Cristiana, trasferendosi a Roma. Comincia a scrivere canzoni, grazie agli studi di pianoforte e chitarra fatti da bambina. Il suo incontro con Ian Anderson, leader dei Jethro Tull, marchierà a fuoco l’inizio del suo percorso musicale. Sarà lui ad invitarla a suonare davanti a 2000 persone per la prima volta ed è con l’artista che collabora nella realizazzione del suo primo album. “Cofing”, infatti, è il singolo nonché video musicale diretto dal regista Toni Aloy che ne anticipa l’uscita. La musica di Basteiro-Bertolí è unica come la sua figura di artista e la sua sensuale androginia. Suoni ricercati e sofisticati con un mix di folk, elettronica ed atmosfere dark si fondono perfettamente con la sua profonda voce baritonale, unica per una cantante donna.

Lucia Bellaspiga , milanese, è scrittrice e giornalista del quotidiano Avvenire dal 2001 (si occupa principalmente degli Interni e del settore ‘Dossier’ dedicato a servizi ed inchieste ad ampio raggio). Ha pubblicato vari libri, tra i quali una biografia su Carlo Urbani, il primo medico italiano vittima della SARS e sullo scrittore Dino Buzzati in occasione del centenario della nascita[.Vincitrice nel 2003 della prima edizione del premio in memoria della giornalista Maria Grazia Cutuli e nel 2004 del premio giornalistico «Benedetta D’Intino» (Cristina Mondadori e Edizioni Il Saggiatore), ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali, quali Il Giornale, La Repubblica.

Fernando Clemot, scrittore spagnolo di Barcellona, docente di Filologia spagnola all’Università di Barcellona, autore di “En la frontiera” (I migliori racconti della letteratura chiana_2008) e Siglo XXI: Los nuevos nombres del cuento espanòl._2010. Vincitore di numerosi premi tra i quali: Premio Internacional Barcarola de Narrativa_2006 e Premio Setenil_2009; collabora con numerose riviste letterarie tra le quali: Quimera, Barcarola, Educomania e Paralelo Sur.

Ferruccio de Bortoli, giornalista, per due mandati direttore del Corriere della Sera, in passato ha rivestito la stessa carica anche a Il Sole 24 Ore. Laureato in Giurisprudenza alla Statale di Milano, ha intrapreso la carriera giornalistica nel 1973, come praticante al Corriere dei ragazzi. Successivamente ha lavorato al Corriere d’Informazione, al Corriere della Sera e a L’Europeo. Nel 1987 Ferruccio de Bortoli è tornato al Corriere della Sera come Caporedattore dell’Economia, nel 1993 è stato nominato Vicedirettore e nel 1997 ha assunto la guida del primo quotidiano italiano. Nel 2003 è diventato Amministratore delegato di Rcs Libri e poi è passato alla direzione del quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore, carica che ha mantenuto fino al 2009, quando è stato nominato Direttore del Corriere della Sera (fino al 2015). Nello stesso anno ha rinunciato alla proposta di diventare Presidente della Rai. Dal 12 maggio 2015 è presidente della casa editrice Longanesi. Collabora come editorialista per il Corriere della Sera e il Corriere del Ticino. È anche presidente della “Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus” e dell’Associazione Vidas di Milano.

Tiziana D’Oppido ha studiato presso l’École d’Interprètes Internationaux di Mons-Hainaut, Belgio e si è laureata presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste. È stata una delle prime ricercatrici italiane di tecnologia CAT e ha lavorato per molti anni come Assistente d’Alta Direzione e Direttrice del Commercio Estero. Collabora con case editrici e Festival letterari ed è ideatrice e organizzatrice di eventi culturali. Con le sue opere ha vinto diversi premi nazionali per l’originalità di trama e stile. Vive fra Matera, Roma e Trieste.

Laura Durando, torinese, laureata in Lingue e Letterature straniere, specialistica indirizzo storico-culturale. Traduttrice, articolista e recensionista. Collabora con riviste cartacee e on-line di carattere culturale letterario. Attualmente corrispondente per Revista Peruana de Literatura, Lima, Perù. Dal 2006 cura i testi per il progetto narrativo-musicale per conto del gruppo di spettacolo Out-Line Minstrels.

Valentina Farinaccio, giovane scrittrice è nata a Campobasso e da molti anni vive a Roma. Il suo primo romanzo, La strada del ritorno è sempre più corta(Mondadori, 2016), ha vinto il premio Rapallo Opera Prima, il premio Kihlgren, e Adotta un esordiente. Giornalista e critico musicale, scrive per “Il Venerdì di Repubblica”, e parla di musica su Radio Capital e Rai1.

Federico Greco, regista, Vive e lavora a Roma. Porta avanti una ricerca personale sui diversi linguaggi della cultura audiovisiva e realizza opere tra loro molto eterogenee, dal documentario (Stanley and Us, PIIGS), all’horror (Il mistero di Lovercraft, E.N.D. – The Movie), alle web serie (Spread Zero, Assolti e rimborsati), ai cortometraggi(Nuit Americhèn, Angelika). Tra il 2014 e il 2017 scrive, produce e dirige il documentario PIIGS insieme a Mirko Melchiorre e Adriano Cutrano, affrontando il tema economico dell’austerità in relazione ai Paesi cosiddetti “PIIGS”.

Lo scrittore svedese Ulf Peter Hallberg vive a Berlino dal 1983. Nei suoi romanzi: Lo sguardo del flaneur, 1983; Grand Tour, 2005; Trash europeo, 2012; L’ombra di Strindberg nel Nord di Parigi, 2012; ha sviluppato uno stile cosmopolita ed esistenziale. I suoi romanzi son tradotti in sei Paesi diversi. Molto vicino, in Italia, a Claudio Magris, fonte di ispirazione per la sua attività artistica, ha tradotto in lingua svedese Il libro dei passaggi di Walter Benjamin ed ha pubblicato nel 2016 due volumi di otto testi teatrali di Shakespeare. Insegna scrittura creativa alla IV Università di Parigi – Sorbona. Parigi, la città come specchio, il suo ultimo romanzo.

Giacomo Marramao, insegna filosofia politica e filosofia teoretica presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre. Allievo di Eugenio Garin, nel 1969 si è laureato in Filosofia all’Università di Firenze. Dal 1971 al 1975 ha proseguito gli studi all’Università di Francoforte, lavorando soprattutto intorno ai diversi filoni del marxismo italiano ed europeo. Nel 1971 ha pubblicato Marxismo e revisionismo in Italia, rintracciando in Gentile la chiave di volta filosofica del marxismo italiano. Dal 1976 al 1995 ha insegnato “Filosofia della politica” e “Storia delle dottrine politiche” presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Nel 1979 è uscito il suo libro Il politico e le trasformazioni, nel quale ha posto a confronto le tematiche del marxismo europeo degli anni ’20-30 con le analisi delle trasformazioni del politico di Carl Schmitt (del cui pensiero egli è stato uno dei primi riscopritori). A partire dal volume Potere e secolarizzazione (1983) è venuto elaborando una teoria simbolica del potere (e del nesso politica-tempo) incentrata sulla ricostruzione ‘archeologica’ dei presupposti del razionalismo occidentale. Fondamentali, nel dibattito politico-culturale degli anni Ottanta, le sue collaborazioni a due riviste: Laboratorio politico (1981-1983) diretto da Mario Tronti e il Centauro (1981-1986), diretto da Biagio de Giovanni. È stato direttore scientifico della Fondazione Basso-Issoco, membro del Collège International de Philosophie di Parigi e professore honoris causa all’Università di Bucarest. Nel 2005 la Presidenza della Repubblica francese gli ha conferito l’onorificenza delle “Palmes Académiques”. Nel 2009 ha ricevuto il Premio internazionale di filosofia “Karl-Otto Apel” e nel 2013 il titolo di doctor honoris causa in Filosofia dalla Universidad Nacionál de Córdoba (Argentina). Ha conseguito altri premi: Premio Pozzale Luigi Russo a Passaggio a Occidente e Premio di filosofia “Viaggio a Siracusa” a La passione del presente.

Alex Mendizabal. Nasce a Donostia nel 1961 e risiede a Roma dal 1982. Tra i suoi lavori troviamo: Contrappunti Interposti, Dagherrosuoni, concerti sotto acqua, Servizio Risparmio Tempo, micro musiche, Progetti sull’imitazione, Cinema Cieco, installazioni varie, silenziare film muti, Cinema Fraudulento. Fino al 1996 scrive numerose partiture per ensemble, pietre e carta, suonatori di fiati in calcinculo, orchestre e cori. Fonda vari gruppi come Curva Chiusa, Monnezza Sonora, Zine Animau, Convention, Marching Band, Senior Orchestra, Dissociazioni Unite AR. Ha realizzato una dozzina di “operette” e nei suoi cassetti si trovano piccole poesie.

Luigi Scarangella, cantante e musicista, già frontman della band italiana Le Mani, attualmente impegnato in progetti personali cantautoriali e di autoraggio, ad oggi ha all’attivo numerose produzioni musicali. “Oltre al tema musicale, le parole hanno un peso importante, come un corpo con un’anima, un’intelligenza. Nelle parole ricerco significati ed alle parole ripongo domande. La parola non è semplice decorazione, è sentimento, colore, una fotografia del tempo e del luogo immaginato”.

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   Per celebrare Matera capitale europea della cultura, martedì 24 settembre alle ore 18.00 vi sarà l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione “La Cultura è Capitale” curata da Andrea Iezzi presso gli “Ipogei Motta” in presenza di S.E. Alfonso Dastis, Ambasciatore di Spagna in Italia e degli artisti partecipanti.

“Dopo la caduta dei muri esterni e dei contrafforti strategici sono emerse barriere interne, confini portatili e pareti invisibili a causa delle quali sono sorti conflitti di coscienze o nuovi raggruppamenti amici-nemici ed emergono, come se si trattasse di stratificazioni arcaiche e di remote profondità della storia, gli inquieti fantasmi delle antiche ostilità. Odi etnici ostinati e irriducibili… La caratteristica del nostro presente, o meglio di ciò che è fronte a noi, è definibile come “cortocircuito globale e locale”. Allo stesso modo stiamo assistendo al ritorno della comunità e della piccola patria. La logica multiculturale, qualora venisse abbandonata alla sua spontaneità quasi naturale, finirebbe per cristallizzarsi in un sistema di differenze “corazzate” che, nonostante la proclamata “politica della differenza”, si comportano come identità di piccole dimensioni: monadi o isolani, auto consistenze interessate esclusivamente a tracciare confini netti di non interferenza. Secondo il Prof. Marramao, mettersi veramente sotto il segno della differenza significherebbe fare un passo molto più radicale, ossia quello di assumere positivamente le idee di limite e contingenza. L’incontro con l’alterità radicale produrrebbe un confronto di esperienze efficaci solo qualora ciascuna identità “venisse riconosciuta” contingente e si comprendesse che potrebbe anche non essere (o almeno non del tutto) “diversa”. Dopotutto, come ci ricorda Homi K. Bhabha nel suo meraviglioso The Location of Culture, oltre al fervore patriottico vi sono prove schiaccianti di un senso più “transnazionale” e “traduzionale” dell’ibridità nelle comunità.” Santiago Eraso

Gli artisti che esporranno sono:

Salvador Arellano. Si laurea in giornalismo presso l’Università di Navarra e, nel 2012, frequenta il Master internazionale in Fotografía Documental presso la scuola EFTI di Madrid. Fotografo documentarista, tra il 2008 e il 2019 espone in Spagna, Portogallo, India e Bangladesh in famosi posti quali il Museo Nacional Soares dos Reis (Oporto), la National Art Gallery Shilpakala (Dhaka) o l’Instituto Cervantes di Nueva Delhi. Interessato a una fotografia vicina alla letteratura, il suo lavoro è inquadrato nel cosiddetto “nuovo documentarismo” e affronta, tra le altre questioni, il rapporto degli individui con il paesaggio in cui vivono e come esso plasma il loro carattere. Questa visione fotografica lo porta a combinare nei suoi lavori immagini con testi e altri materiali d’archivio, sviluppando in molte delle sue opere il genere del diario fotografico. Ha pubblicato Las tierras escondidas, El plátano hamaca, The latent Shanxy y Pez de sombra. Il suo ultimo lavoro, Calanchi, si presenta come un diario di viaggio per la Basilicata in cui è alla ricerca, attraverso un tono letterario e la fotografia documentaria, di conformare una visione poetica aperta a molteplici letture. Pagina web: www.salvadorarellano.com

Blai Tomàs Bracquart. Figlio di un’artigiana francese e di un giardiniere di Mallorca, nasce a Mallorca nel gennaio 1983 e inizia a interessarsi alla fotografia dopo aver ricevuto la sua prima fotocamera reflex a 11 anni. Successivamente lavora come assistente fotografo e realizza alcune mostre personali e collettive (1999-2002) fino a quando non si trasferisce a Barcellona per studiare cinema presso l’ “Escac”. Nel 2004 termina gli studi e conosce il regista Agustí Villaronga che sarebbe poi diventato suo grande amico. Da allora lavora come direttore della fotografia, editore, regista, fotografo e videoartista in diversi ambiti. Da sempre legato al mondo dell’immagine, partecipa a produzioni cinematografiche spagnole e internazionali, videoclip, documentari e progetta installazioni audiovisive e proiezioni per spettacoli di teatro e opera.

  Ignacio Goitia. Studia tra la facoltà di Belle Arti dei Paesi Baschi, Firenze, Inghilterra e L’Avana. Viaggiatore e amante della storia dell’arte sin da bambino, sviluppa un linguaggio estremamente personale in cui passato, presente e futuro si mescolano nelle sue opere fino a creare un mondo in cui tutto è possibile. Residente tra Bilbao e Miami, nel corso dei suoi 30 anni di carriera realizza numerose esposizioni tra Madrid, Parigi, Messico, Monterrey, Miami, Bilbao, Bruxelles etc. Temi come la relazione tra l’uomo e la natura, l’immigrazione e l’idea di propaganda politica attraverso grandi palazzi popolati da giraffe, uomini in uniforme e donne alla moda sono i protagonisti dei suoi quadri di grandi dimensioni. Opere in cui la libertà e il rispetto per le diversità sono valori fondamentali. La passione del pittore nei confronti della storia dell’arte, principalmente italiana, viene messa in risalto dalla scelta di architetture grandiose caratterizzate da scene in cui tutto puo succedere. Pagina web: www.ignaciogoitia.com

José Molina. Nasce a Madrid nel 1965 e all’età di undici anni inizia la sua formazione in diverse scuole d’arte. A diciotto anni inizia a lavorare nel settore pubblicitario e nel frattempo completa i suoi studi presso l’Università di Belle Arti di Madrid. Ha presentato le sue opere in prestigiose istituzioni quali La Triennale di Milano, Fondazione Stelline, Fondazione Mudima, la Real Academia de España a Roma, il Museo Poldi Pezzoli, il Palazzo Reale di Caserta, il Museo Civico di Bressanone, e il Palazzo Ducale di Modena. Le sue opere sono state esposte a New York presso la Galleria Able Fine Art e a Miami presso Context Art Fair. Ha una presenza espositiva stabile anche in Asia. Pagina web: www.josemolina.com

Las Mitocondria. È un gruppo formato da due artiste spagnole, María Ángeles Vila e Alicia Herrero, che sviluppano la propria ricerca attraverso diverse discipline quali le arti visive e la danza. Alicia si forma come ballerina e coreografa a Londra mentre María Ángeles termina gli studi di Belle Arti e realizza le prime mostre in Italia. Dal 2008 collaborano in spettacoli di danza, performance, mostre ed eventi. I loro lavori sono stati presentati all’Instituto Cervantes di Roma, Museo del Tossal, Valencia, ’escorxador- Centro di Cultura Contemporanea di Elche, Festival Internazionale del Mimo, Sueca, Casa Museo Mario Praz di Roma, Ric-Festival di Rieti, Internazionali BNL d’ Italia, Museo Carlo Bilotti, Istituto Cervantes di Sofia e AlbumArte di Roma. Hanno ricevuto i patrocini del Ministero per i beni e le attività culturali italiano, Regione Lazio, Teatres de la Generalitat Valenciana e Ambasciata di Spagna a Roma. Pagina web: www.lasmitocondria.com

Gonzalo Orquín. Nasce a Siviglia nel 1982. Le principali mostre personali che ha realizzato sono: “Próximo destino: Roma” (Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma e Museo Castromediano di Lecce), “Librografie” (Ambasciata italiana presso gli Stati Uniti d’America, Washington D.C. e Casa delle Letterature di Roma), “Sí, quiero” (The Leslie-Lohman Museum, New York). Tra le numerose mostre collettive alle quali ha preso parte vi sono invece: “Artsiders” (Galleria Nazionale dell’Umbria), “El día y la noche” (Real Academia de España, Roma), “Imperfectu, International film and gender Festival” (Tijuana, Mexico) e “Trialogo” (Galleria L’Opera, Roma). Ha vinto il concorso promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali italiano alla Biblioteca Angelica nella categoria di grafica e ha realizzato “La Cappella Porcina”, opera monumentale di street art (30×4 mt.) presso il M.A.A.M. di Roma. Del suo lavoro hanno scritto: The Art Newspaper, La Repubblica, il Corriere della Sera, The Huffington Post (U.S., France, U.K., Spagna), Le Figaro, Le Monde, New York Daily News, Internazionale, La Stampa, Il Giornale dell’arte, Artribune, Exibart e Inside Art. Pagina web: www.gonzaloorquin.com

Compañía “Otradanza”. La compagnia OtraDanza, diretta dalla coreografa e ballerina Asun Noales, presenta “Rito”. Il gruppo nasce nel 2007 e, nel corso di questi 12 anni, propone un repertorio eclettico e partecipa a importanti festival. Dopo essersi diplomata in “Coreografia e tecniche di interpretazione” presso il Ministero di Educazione ed essersi formata presso l’Istituto teatrale di Barcellona nella specialità di danza contemporanea, nel 2016 Asun Noales  incontra Susana Guerrero, artista di Elche insieme alla quale realizza “Rito”. Susana Guerrero si laurea presso il Politecnico di Valencia in Belle Arti (Specializzazione in scultura, 1996, e in Incisione, 1997) e svolge il Dottorato di ricerca presso l’Università Miguel Hernández di Elche (2013). “RITO è un’installazione ballata che nasce da una visione sincretica della danza e dell’arte contemporanea. Prendendo come soggetto le offerte degli dei nelle culture antiche (principalmente quelle della cultura greca e della cultura mixteca) e la relazione delle avanguardie della danza con la mitologia nel XX secolo, si configura un pezzo d’arte che si produce all’interno di un opera d’arte, in uno stesso spazio e tempo come un unico dispositivo.” (Francisco Sarabia Marchirán). Pagina web: www.otradanza.es

Esteban Villalta.  Brillante artista contemporaneo, esponente della pop art spagnola ed europea e precursore dei graffiti. Ha esposto recentemente a Lima (Perú) e a Napoli. Come afferma il critico d’arte Gianluca Marziani “L’artista, partendo dalle matrici generiche della striscia fumettistica, analizza dettagli che diventano l’oggetto concettuale del suo modus. In passato potevano esserci la gestualità delle mani, le posture dei feticci domestici, il movimento sensuale delle ballerine di flamenco e la potenza dei toreri metropolitani. A confermare il cortocircuito della struttura anche i tatuaggi che galleggiano nel colore monocromo quasi fossero un sogno, un’apparizione, un indizio. (…) Rivedendo l’antologia di opere dagli anni Ottanta ad oggi, si comprende l’impronta che l’artista ha impresso nel ciclo organico del Postmoderno giocando in prima linea con gli elementi concettuali che hanno codificato la Transavanguardia e i neoespressionismi europei.” Pagina web: www.estebanvillaltamarzi.com

Begoña Zubero. Si forma come fotografa a Madrid e New York. Nel corso della sua carriera spazia tra diversi generi, dalla fotografia realista degli spazi urbani alle nature morte fino alla sperimentazione dell’astrazione della fotografia soggettiva. Partendo dai suoi progetti sviluppa una fotografia dall’impeccabile fattura tecnica, formale ed estetica in cui la documentazione e la ricerca le permettono di elaborare immagini di grande profondità intellettuale. A seguito del suo periodo in Italia, i progetti degli ultimi anni ruotano attorno a questioni direttamente collegate alla cultura e alla storia recente di questo Paese. Ha partecipato anche all’esposizione “Extraordinary Vision. L’Italia ci guarda”, tenutasi presso il Museo MAXXI di Roma in occasione del 70° anniversario della Repubblica Italiana. Attualmente, dopo una residenza di due mesi in Iraq, lavora ai progetti lì realizzati tra cui “M/D (Mosul Demolición)”. Pagina web: www.bzubero.es

Nel corso della mostra “La Cultura è Capitale” verrà inoltre reso omaggio all’artista e pittore spagnolo José Pérez Ocaña, con l’esposizione di alcune sue opere.

José Pérez Ocaña (1947-1983). Fu un punto di snodo della controcultura a Barcellona negli anni Settanta e Ottanta. L’artista divenne il soggetto del film, pietra miliare del cinema spagnolo, Ocaña retrat intermitent del regista Ventura Pons. Ocaña amava l’Andalusia, sua terra d’origine, che definì “come un quadro surrealista”, e (seppur non in senso tradizionalista) ne assorbì la cultura e le usanze. I quadri di Ocaña risentono dell’influenza di autori del Novecento come Chagall, Modigliani e Matisse.