Eliminare la congestione del traffico urbano

di Roberto Vacca  

 

Nelle città c’è ormai più di un’auto ogni due persone. Perché il traffico sia fluido, almeno un quarto dell’area urbana dovrebbe essere riservata alle strade. Invece, la maggior parte dei veicoli, parcheggiata a bordo strada, riduce la superficie disponibile al traffico: la densità di auto è alta e la velocità è bassissima. Soluzione: non usare l’auto personale un’ora al giorno, ma condividi per il tempo che serve, un’auto che trovi all’angolo di casa. Poi la lasci dove vuoi – pronta per altro utente. Risparmi tempo e soldi.

Va sostituito il 90% delle auto private con una flotta in affitto pari al 10% dell’attuale parco urbano. Le auto condivise, senza autista, sono accessibili e pagate con carta di credito. I tuoi dati vengono trasmessi via radio alla centrale e alla banca. La rete offre 700 auto in affitto per km2. Di giorno la metà è in uso. L’altra metà è in attesa di utenti, che le raggiungono con un breve percorso a piedi. Dove trovare auto disponibili lo vedi in tempo reale su cartelli stradali con mappa e sui telefoni cellulari. Dopo l’uso, l’utente lasci l’auto e la parcheggi in sosta consentita. Non devi andare a prendere l’auto in centri di raccolta né riportarcela. Più questi sono capienti, più sono lontani. L’estrazione della carta di credito a fine servizio interrompe gli addebiti e segnala al centro il luogo ove è l’auto, il livello del carburante e l’eventuale diagnosi di guasti. Così il personale interviene per rifornimenti, riparazioni, rientro in garage. I serbatoi non si riempiono ai distributori, ma da autocisterne mobili (il processo è più facile e sicuro degli approvvigionamenti in volo).

Oggi la velocità media in città è 16 km/h (e anche meno) perché la superficie stradale è occupata per 2/3   da auto ferme. Riducendo al 10% il numero delle auto, sparisce la congestione e si viaggia in città a 50 km/h. Maggiore velocità, migliore manutenzione e diminuzione del numero di auto migliorano la qualità dell’aria. Assicurazione, tassa circolazione, riparazioni, sono comprese nell’addebito su carta di credito che assicura anche identificazione e responsabilità civile. Gli utenti attestano via radio le condizioni dell’auto quando la prendono e quando la lasciano.

Vediamo come funzionerebbe il sistema a Roma, con un’area di 314 km2, una superficie stradale di 56 km2  (18% del totale) e un parco auto di 2 milioni e mezzo. In media ogni auto percorre 31 km al giorno. La mobilità totale è 2,5 milioni di auto per 31 km/giorno = 77 milioni di auto.km/giorno. La tabella analizza la situazione attuale (colonna di destra) confrontata con quella ottenuta eliminando 2 milioni di auto private e sostituendole con 200.000 auto condivise. Nelle ore diurne la metà di queste è in moto e le altre 100.000 sono parcheggiate a bordo strada in attesa di utenti. Così si triplica la velocità media, si risparmia tempo, si eliminano l’immobilizzo di capitale, che si deprezza gradualmente, le noie burocratiche e le ricerche di parcheggio.

    Variabile Con 200,000 auto in comune Situazione attuale
Area delle strade = 18%  del totale)     56 km2     56 km2
Numero auto     200.000     2,5 milioni
Numero auto ferme in strada     100.000     2,2 milioni
Numero auto in moto     100.000     300.000
Area strade occupata da auto ferme       2 km2     44 km2
Area strade libera per auto in moto     54 km2     12 km2
Lunghezza corsie = area libera/3,5 m 15,400 km     3,400 km
Densità: auto in moto/lunghezza corsie       6.5 auto/km   88 auto/km
Velocità media (alta se la densità è bassa)     48 km/h   16.5 km/h
Mobilità = auto in moto x velocità x 16 h/giorno   [auto. km/giorno]  

  76,8 milioni

 

 76,8 milioni

 

Questo sistema darà grossi vantaggi, se adottato su grande scala: introdotto con poche migliaia di auto in comune, non darebbe gran giovamento.

Diminuire drasticamente il numero di auto parrà un disastro all’industria automobilistica, ma i parchi auto si saturano ovunque. Dovremo reinventare obiettivi, risorse e mode. I mille chili della nostra auto non ci rendono mobili. Per viaggiare veloci a basso costo non servono 35 milioni di auto private, ma tre milioni di auto condivise. Ciascuna percorrerà 150.000 km/anno – e dovranno esser sostituite più spesso. I costruttori introdurranno innovazioni: alcune auto condivise trasporteranno un motorino con cui l’autista che le consegna a domicilio rientra in garage o recupera il veicolo alla fine del servizio.

Abbiamo molto da reinventare.

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