Premio Energheia Cinema 2013 – Effetto domino di Rossella Scarantino_Piazza Armerina(EN)

bar4È un giorno come tutti gli altri. Appena arrivato a casa, Giulio chiama la sua ragazza, Carla, con la quale convive. Nessuna risposta. Giulio entra in soggiorno, Carla è lì, il suo sguardo è pieno di rabbia. Il ragazzo sembra non accorgersene, la saluta con un bacio sulla guancia.

Giulio: Ciao amore!

Poi nota le valigie della ragazza.

Giulio: – Dove stai andando?

Per tutta risposta Carla scaglia addosso a Giulio il cellulare che questi aveva dimenticato a casa e in cui sono rimasti memorizzati dei messaggi compromettenti.

Giulio: – Mi hai tradita! Chi è Michela? Chi è questa stronza? –

Giulio: – Carla lasciami spiegare… –

Carla: – Sta’ zitto! Sei solo un bastardo! –

Giulio: – Ti prego, ascoltami…-

Carla: – Perché dovrei stare ad ascoltarti? Per sentire ancora le tue bugie? –

Giulio non sa cosa rispondere, abbassa gli occhi, costernato. –

Carla: – Tu non mi meriti! Me ne vado, hai capito? Me ne vado! –

bar5Detto ciò Carla prende le sue valigie ed esce sbattendo la porta.

Giulio si lascia cadere sul divano.  Appoggia i gomiti sulle ginocchia e si copre il viso con entrambe le mani, sembra disperato. All’improvviso scoppia a ridere: una risata liberatoria, di gioia. Si alza e mette un cd nel lettore: una musica rock a tutto volume invade l’aria. Per festeggiare la sua liberazione, Giulio balla come un forsennato per tutta la casa, saltellando da una stanza all’altra ed esibendosi persino sul tavolo della cucina, sul divano e sul letto che divideva con Carla.

barQualche giorno dopo Giulio si trova al ristorante seduto di fronte a Michela. I due ridono e conversano piacevolmente. Carla li osserva da fuori, furiosa. Alla fine si decide, entra nel ristorante e si dirige al tavolo di Giulio e Michela. Giulio si accorge della sua presenza. È sorpreso e preoccupato.

Carla: – Come stai, Giulio? –

Giulio: – Carla… –

Carla: – Zitto. Credevi che dopo avermi tradita saresti stato libero e tranquillo di vivere la tua nuova storia d’amore senza che io facessi niente? –

Giulio guarda Michela, imbarazzato: – Michela lei è… –

Michela si alza dal tavolo, per niente stupita: – So benissimo chi è. Tu tradivi lei con me e viceversa! Ti rendi conto di quello che hai fatto? Hai portato avanti due relazioni per tutto questo tempo!  Credi di essere furbo? Invece sei… Non ci sono parole per dirti quello che sei.-

Carla: – Credevi che me ne sarei stata a piangere e a disperarmi? La prima cosa che ho fatto è stata mettermi in contatto con lei che neanche sapeva chi fossi. Dicono sempre che le donne non siano solidali fra loro ma come vedi noi siamo l’eccezione. – Carla sorride compiaciuta.

bar2Michela: – Ti lascio, mi sembra il minimo per quello che hai fatto. Meriti di soffrire. Mi dispiace ma è così, devi pagare in qualche modo.

Giulio sembra amareggiato poi inaspettatamente sorride: – Non credevo che le cose si sarebbero sistemate così in fretta.  Vi ringrazio moltissimo per la vostra collaborazione.-

Carla e Michela non capiscono, lo guardano perplesse.

Carla: – Che vuoi dire?-

Giulio: – Effetto domino, Carla. Dai una leggera spinta alla prima tessera che fa cadere la seconda,  la terza… e così via. Quel giorno non ho dimenticato il cellulare a causa della mia distrazione e sapevo benissimo che non avresti perso tempo a vendicarti, sei andata da Michela e le hai raccontato tutto. – Giulio sorride: – In fondo, è meglio essere risoluti nel chiudere una relazione. Meglio così, senza strascichi inutili. –

Una bella ragazza entra nel ristorante, si dirige verso il gruppetto fermandosi accanto a Giulio il quale la presenta a Carla e Michela, sempre più perplesse

Giulio: – Lei è Sarah, stiamo insieme da circa un mese. So che avreste preferito vedermi soffrire, ma andiamo…non siate così crudeli! –

Giulio posa delle banconote sul tavolo e si allontana con la sua ultima ragazza con la quale tradiva le due, mentre Carla e Michela rimangono di stucco per la loro vendetta sfumata, rendendosi conto che si trattava di un piano di Giulio per liberarsi di loro.