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Rassegna Stampa

“Gli ultimi momenti” di Justus Kilonzi ha convinto la giuria presieduta da Anna Gallone

La Gazzetta del Mezzogiorno – Mercoledì 2 novembre 2005

L’Africa in punta di penna 

Justus Kilonzi, vincitore del Premio Energheia Africa Teller 2005 

Vince il racconto di un giovane scrittore keniota

Sarà a Matera sabato Justus Kilonzi, giovane autore keniota, vincitore del premio letterario Energheia Africa Teller con il racconto “Gli ultimi momenti”.
Nato nel 2000, su iniziativa dell’associazione culturale Energheia, il premio si rivolge a giovani scrittori africani, perché raccontino il loro continente sì da farlo conoscere al pubblico in modo diverso.
“Abbiamo ricevuto un centinaio di racconti – dice Rossella Montemurro, presidente di Energheia – un numero enorme, ma c’è stata subito una prima scrematura del comitato di lettura, che li ha visionati com’erano, in lingua madre. Poi, i migliori, sono stati valutati dalla giuria”. Il livello degli scritti è notevole.
E’ la stessa Montemurro a spiegare perché: “A differenza dell’edizione italiana, a questo premio partecipano solo persone davvero motivate, che hanno già all’attivo altri racconti. C’è quindi, una sorta di selezione a monte, che avevamo già riscontrato nelle passate edizioni”.
I racconti che i tre giurati hanno selezionato, verranno raccolti in un’antologia che sarà presentata sabato sera, durante la serata di premiazione.
A fine serata vi sarà un concerto in compagnia di Gabin Dabirè. Artista coltissimo ed eclettico, compositore e chitarrista, nato nella regione di Burkina Faso, in Africa occidentale. Ha avuto esperienze musicali di ogni tipo, sia nel suo paese che in Europa. Nel 1975 si è stabilito in Danimarca, dove è entrato in contatto con la musica sperimentale europea e con la musica orientale: proprio quest’ultima passione lo ha portato a lunghe permanenze in India. Dabirè si è anche avvicinato alle percussioni africane e asiatiche, ai cordofoni, al canto, alla composizione. Con alcuni artisti milanesi ha fondato il gruppo multimediale “correnti magnetiche”, suoni e immagini dai primitivi all’elettronica. Ma si è anche esibito in tutta Europa con la band “Yelbuna”, conquistando pubblico e critica.
Nel 1984, a Milano, ha fondato, insieme ad Elena Albini Trissino, il “Centro di promozione e diffusione della cultura africana”, patrocinato dall’Unesco: un movimento teso allo sviluppo della letteratura, del cinema, del teatro, della danza e della musica africani. Dal 1987, la svolta, con il trasferimento in Toscana: da allora, Dabirè si dedica solo alla sua musica.