La splendida città di Matera mi è nel cuore. Mi è nel cuore la civiltà delle persone, la bellezza dell’arte antica e recente.

– di Alberto Caramella
Presidente Giuria Energheia Europe 2001_

 

Santa Lucia alle Malve.

Visigoto dal freddo al caldo entrato
nella chiesa scavata
nel caveoso ardente tra fumo delle lampade e d’incensi
riguardavo la folla rassegnata.
Le pareti splendevano dipinte:
nel coro di una lingua cadenzata
identici pregavano occhi neri
e forti penetranti occhi vivi
insieme mi guardavano
innumerevoli non vivi e vivi.
La sorte si è voltata
e sono uscito
con i piedi riaffondati nella neve
con la spada snudata.

Cari Lettori, è questa la settima Edizione del Premio Energheia che si svolge nella città di Matera, molto distante da Firenze dove io vivo ma molto vicina nella collaborazione culturale con la Fondazione il Fiore che del pari ha sede a Firenze.
Per chi non conosce la città di Matera posso testimoniare le impressioni che suscita questo luogo straordinario nel quale si addensano le abitazioni scavate nel tufo che si sono conservate da tempo lontanissimo. Si trovano anche chiese, ricavate nel tufo, come quella di Santa Lucia alle Malve, piena di suggestione e di affreschi. E’ una città nella quale si sono addensati i più vari interventi su siffatta civiltà abitativa considerata superata. Sono così sorti alcuni quartieri satelliti, pensati da architetti insigni appartenenti a culture molto diverse tra loro, i quali hanno altresì operato nel centro storico della città con interventi e recuperi spesso molto belli e quasi sempre rispettosi.
Il Premio Energheia si svolge in Piazza Sedile che di giorno, affollata dal traffico e dalle macchine in sosta, riesce a nascondere la bellezza che emerge invece nel vuoto e nel colore della pietra tufacea in proporzioni dolcissime e nelle quinte e negli sfondi di palazzi e monumenti che ritrovano voce serena ed antica.
Se il tempo si era (si è) fermato, conservando strutture che niente hanno a che fare con le interminabili vicende che ci rendono oggi usufruttuari e schiavi del comfort a tutti i costi, le tracce di case caverna (generalmente aggregate intorno ad un luogo comune di soggiorno e di vita dove piccole comunità intrattenevano rapporti umani che non si possono ipotizzare idilliaci ma pur tuttavia spontanei e vivi nella rude necessità delle cose e degli eventi) costituivano continua sicura fonte di calore e di genuinità. La pensano così anche i cittadini di Matera se oggi accade che i sassi abbandonati a vantaggio dei quartieri satelliti stanno ripopolandosi di nuovi abitanti che recuperano la tradizione innestando la casa d’oggi nella caverna di ieri con esiti architettonicamente interessanti: ma soprattutto ricreando la consolante continuità di un flusso che dal passato ricerca il suo avvenire.
Bisognerebbe scrivere meglio e di più ma ciò basti per constatare qual è lo spirito e la radice nella quale opera l’Associazione Culturale Energheia che ha saputo conquistare, dal 1989 ad oggi, un posto di primissimo piano nella città d’origine, nella regione Lucana, in Italia ed infine all’estero.
La settima edizione del Premio Letterario Energheia si è imperniata infatti su racconti francesi ed ungheresi che sono stati oggetto di esame da parte della Giuria del Premio Letterario, e che sono qui raccolti allo scopo di documentare il frutto di una intelligente e vastissima selezione che ha portato al vaglio della giuria sei racconti finalisti, tutti di grande interesse e qualità.

La splendida città di Matera mi è nel cuore. Mi è nel cuore la civiltà delle persone la bellezza dell’arte antica e recente così ben rappresentata dall’Associazione Energheia con le sue fervide iniziative.
Con il solo titolo dell’amore vi invito tutti – il prossimo anno – in Piazza Sedile, gremita di gente davanti ad una chiesa bellissima e solenne in questo luogo straordinario che si fa zona di sogno e di creativa bellezza.

Nella foto_Andrea De Marchi durante la presentazione del sul libro