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L'angolo dello scrittore

Come sono morti tremila merli rossi – ipotesi e timori

Nòva, 10/1/2011 – di Roberto Vacca

“Un morto è una tragedia – un milione di morti una statistica.” disse una volta Stalin. Il 31/12/2010, 3000 merli rossi sono caduti morti dal cielo a Beebe (Arkansas) : se ne discute come di una tragedia. Ci si chiede se sia un segnale grave, se sia stata colpa dell’uomo per i veleni diffusi o per fuochi d’artificio di capodanno o del polo magnetico terrestre che si sposta verso la Russia di 65 km/anno. Ma nel 2010 si sono avute tante morìe di uccelli. In aprile: 3000 anatre in Lousiana per il colera, in luglio: 1400 oche e pellicani per virus e in settembre 4200 papere in Minnesota. E ben prima: nel 1896 morirono centinaia di papere, picchi e canarini a Baton Rouge (Lousiana), nel 1940 tanti merli caddero morti sull’aeroporto di Bakersdale (Lousiana) che si dovette chiudere. E continuano: altri uccelli in Lousiana il 5/1/2011, a Linköping (Svezia) e 300 tortore a Faenza (uccise da cianuro?). Le autopsie dei merli di Beebe rivelano traumi interni, non le cause prime. Non conosciamo nemmeno le cause delle estinzioni di più di un terzo delle specie viventi accadute 5 volte fra 525 e 65 milioni di anni fa: furono statistiche – ma tragiche.

Ma vediamo le cause possibili della moria di Beebe. In Arkansas ci sono grandi giacimenti di gas naturale. Ogni tanto fuoriesce e contiene metilmercurio, un gas che causa danni cerebrali. I cappellai matti (come quello di Alice) usavano mercurio per feltrare i tessuti. Tom Gold (nel suo libro “The deep hot biosphere”) cita la fuoriuscita di gas naturale che genera anche piccoli terremoti continui proprio ad Enola a pochi km da Beebe. Possiamo ben supporre che lo stormo di merli abbia traversato una nube di metano respirando metilmercurio e poi, incapaci di volare; siano precipitati a terra. Ho suggerito alla newsletter “Slashdot” che le autopsie accertino l’eventuale presenza di questa sostanza.

Va notato che Linköping dista poco dal Siljan Ring ove il gas naturale è abbondante. Si valuta che in pianura padana si trovino nel sottosuolo 70 miliardi di m3 di metano, ora non più estratto per evitare la subsidenza (abbassamento dei suoli). Forse le tortore di Faenza non sono state uccise da alimenti guasti, ma anch’esse dal metilmercurio.