Dissonanze notturne_Andrea Paolucci, Roma

Dissonanze notturne di Andrea Paolucci_Roma

Premio Energheia Cinema 2010

Miglior soggetto per la realizzazione di un cortometraggio
Una camera piccola e rettangolare. Un ragazzo, di vent’anni, con viso pulito e capelli corti, si veste scegliendo con cura ogni capo. Indossa una camicia nera e si guarda allo specchio. Si piace, allora indossa anche i pantaloni, sempre scuri. Passa ancora per il parere dello specchio: perfetti. Apre l’armadio e scorre con il dito una serie di cinte appese all’anta fino a quando non ne sceglie una con la fibbia argentata. Apre un cassetto dell’armadio ed estrae un paio di scarpe eleganti. Le ammira, ci alita sopra e ci passa il gomito, come farebbe per un paio di occhiali. Poi le indossa concertando con lo specchio che ha messo addosso esattamente quello che voleva. Si manda un occhiolino di approvazione. In bagno, il ragazzo si pettina con cura e passa sui capelli una lozione che li renda più brillanti. Si spruzza del profumo. Si osserva da più prospettive. Una bambina, nove anni e vestita con un pigiama, la sorella del ragazzo, spia nelle operazioni di abbellimento senza che egli se ne accorga. Poi un walkie-talkie che ha in mano inizia a suonare. Il ragazzo la scopre, si arrabbia con lei sgridandola malamente e le ordina di lasciarlo in pace. Non vuole essere disturbato da nessuno mentre si fa bello. La bambina resta sulla soglia del bagno e gli chiede che giorno sia oggi. Il ragazzo risponde innervosito che è sabato. La bambina, sempre calma, gli chiede dove stia per andare e il ragazzo, sempre più scocciato, risponde il nome di una discoteca. La bambina, sempre con lo stesso tono di voce, gli chiede se è la stessa dove il sabato precedente è successo un terribile incidente stradale. Il ragazzo risponde di sì, esce dal bagno, percorre il corridoio e si chiude in camera lasciando la bambina ferma a guardare la porta chiusa. La bambina torna in camera propria, dove su uno scaffale sopra il letto, sono sistemati dei peluches. Nota che un orsacchiotto è cascato dallo scaffale sul letto e ha premuto i tasti di un altro walkie-talkie. La bambina sgrida l’orsacchiotto e lo rimette al suo posto, poi sbircia quando il ragazzo esce dalla camera e lo segue senza farsi scoprire. Il ragazzo percorre il corridoio, poi l’ingresso della casa e va in cucina dai genitori. Sentiamo cosa dicono tramite la bambina che, appostata dietro la porta che collega ingresso e cucina, origlia con bramosa curiosità. I genitori chiedono l’orario del rientro e il ragazzo risponde le quattro e un quarto del mattino. I genitori sbraitano che è troppo tardi. Il ragazzo si giustifica dicendo che ormai si entra tardi nei locali, verso l’una, e almeno tre ore vuole ballare e socializzare. Iniziano a litigare. La sorella ascolta per filo e per segno imitando con la faccia gli stati d’animo dei parenti. Il ragazzo strappa le tre ore. La bambina ha uno sguardo determinato e si sposta dal nascondiglio, la vediamo sparire per il corridoio che porta alle camere. Il ragazzo esce dalla cucina, va in camera sua, sceglie una giacca e torna nell’ingresso, dove prende le chiavi dell’auto. Sulla porta di casa, davanti ai genitori e anche alla sorella che sbuca dal corridoio come lo sente parlare, promette che alle quattro in punto uscirà dalla discoteca per tornare a casa. Saluta e va via. Sale su un’automobile di piccola cilindrata, accende lo stereo, lo mette a volume alto, esce dal parcheggio e guida a velocità elevata per scaricare la tensione della lite. Parcheggia vicino a un pub, esce, dall’orologio nell’abitacolo dell’auto notiamo che passa un’ora e poi risale visibilmente alticcio. Fuma, guida e parla al cellulare. Parcheggia in prossimità della discoteca, entra nel locale e, quando l’orologio segna le quattro, il ragazzo ritorna, ormai ubriaco. Mette in moto, accende lo stereo e comincia a guidare più stanco che sballato. La musica dello stereo s’intreccia con il panorama della notte fino a quando non inizia a distorcere perché il ragazzo si sta addormentando. Alla scena allucinata si aggiunge un suono che però diventa sempre più nitido e sveglia il ragazzo. E’ la suoneria del walkie-talkie della sorella, il ragazzo se ne accorge quando accosta e si cerca nelle tasche. Si fa una risata liberatoria, poi scuote la testa e torna a guidare molto più attento. Rientra a casa ed entra al buio in camera della sorella, la bambina dorme, le dà un bacio sulla fronte e sistema il walkie-talkie vicino all’altro. Come esce dalla camera, la sorella apre gli occhi, si alza e prende in mano l’orsacchiotto. Spegne una sveglia integrata nel peluche e gli sussurra che è perdonato per essere caduto dal letto.

Andrea Paolucci_Roma