I brevissimi 2009 – Della Faccia una Maschera di Maria Adele Popolo_Policoro(MT)

anno 2009 (Le quattro virtù cardinali – La giustizia)

– Come la vuoi la faccia? –
Fu l’unica esplicita domanda che Dio fece ad Adamo dopo avergli fatto

tutto il resto a sua immagine e somiglianza, compreso gli attributi

maschili, che Dio e’ maschio di sicuro. La domanda a bruciapelo spaesò

l’ignaro neonato che, non avendo ancora una faccia, non pote’ esprimere

appieno attraverso lo sguardo e la mimica facciale, appunto, la sua

perplessità. Per cui si vide costretto a rispondere. Un suono stridulo e

metallico uscì da una epiglottide nuova di zecca, appena forgiata dalla

mano di Dio! Tutti gli abitanti dell’Eden smisero all’unisono di verseggiare,

spaventati da quel suono abiotico! Persino Dio strabuzzò i grandi occhioni

blu, indubbiamente, e si grattò rumorosamente la folta barba cotonata di

fresco.
Il cuore novello di Adamo batteva così forte che si sentiva fino all’altra

parte del cosmo, e rivelò quanto altrettanto atterrito fosse persino lui.
– Ho sbagliato qualche ingrediente con te, uomo? Come mai verseggi così

orridamente? Eppure dovresti essere il migliore di tutti, ti ho plasmato con

la migliore argilla a mia immagine.-
Adamo ci riprovò sforzandosi di sillabare un verso che fosse comprensibile

al suo creatore e a se stesso. Questa volta emise un sibilo lieve, simile ad

un sospiro che si trasformò in un gorgheggio esofageo, e ruttò

sfacciatamente in faccia a Dio Onnipotente il quale fece una evidente

smorfia di disgusto e di sdegno.
– Oh basta. Che cosa c’e’ che non va?-
Lo osservò meglio strabuzzando gli occhi, non voleva ammetterlo, ma era

un tantino ipermetrope.
– Ma certo. Non hai ancora le labbra! Ti ci vuole una faccia. Una bella

faccia… Parlami con il pensiero che tanto ti sento lo stesso e fai meno

danno.-
Ah, pensò Adamo, e potevi dirlo prima no?! Adamo parlò a Dio

Onniveggente attraverso il flusso dei suoi pensieri.
– Mio Signore, Tu mi chiedi come voglio la faccia? Beh, dipende…-
E Dio, con il pensiero rispose.
– Dipende? Da che cosa dipende?-
E Adamo pensò
– Dalle situazioni, mio Dio.-
E Dio pensò
– Le situazioni? Quali situazioni?-
E Adamo ripensò.
– Le situazioni in cui mi verrò a trovare, mio unico e solo Dio. –
E Dio ripensò.
– Facciamola finita con sto tira e molla se non finiscono le battute, e pensa

chiaro!-
E Adamo rigettò  un fiume di pensieri.
– Sul posto di lavoro, con i colleghi e il capo ufficio, ci vorrà una faccia da

ebete. Con gli amici, la famiglia, le persone con cui condividerò momenti

piacevoli e interessi in comune, ci vorrà una faccia beata. Con gli stessi

amici, la famiglia, le persone con cui condividerò momenti spiacevoli e

divergenti, ci vorrà una faccia astiosa. Ai funerali ci vorrà una faccia

contrita e triste. Alle feste ci vorrà una faccia allegra. Con i miseri e i

derelitti ci vorrà una faccia patetica. Con gli arroganti e i prepotenti, ci

vorrà una faccia ammonitrice. Con i fanciulli ci vorrà una faccia amorevole.

Con la mia femmina, a proposito mio Unico e Solo Dio, avrò una femmina,

vero?… beh con lei ci vorranno tre facce: una desiderosa per prima, una

dissoluta per durante, una appagata per dopo. E poi ci vorrà…-
E Dio, scocciato a morte da quel flusso di “ci vorrà e ci vorrà” rigettò un

ultimo pensiero.
– E basta, santiddio! E ti ho appena concreato e hai tutte queste pretese! E

chi me lo ha fatto fare! Ti rigetterei volentieri nel fondo del fiume da dove

ti ho preso: argilla eri e argilla ritornerai! Ma siccome sono Dio,

l’Onnipotente e non lo posso fare, se no mi tocca riscrivere tutta la storia

della umanità! E che si fa?-
Poi gli occhi di Dio brillarono di una luce divina, come solo lui poteva fare,

a dichiarare che aveva avuto una idea geniale, che solo un Dio

Onnipotente come lui poteva avere. Prese una manciata di argilla plastica,

una argilla speciale che solo nell’ Eden si trova, plasticò un modellino,

come solo un abile Dio plasticatore sapeva confezionare, ci soffiò sopra

l’alito vitale e creò!
– Ho trovato! Ecco a te, maschio incontentabile di uomo. Una faccia di

circostanza. Cangiante come gli eventi e i pensieri. Una maschera dotata di

poteri quasi divini… Mutevole e malleabile. Ora non ti voglio più sentire,

per almeno una settimana. Va, figlio mio e sii felice, ho fatto della tua

faccia una maschera. Il mio capolavoro!