Agartha, Anthony Najm_Byblos

Racconto vincitore Premio Energheia Libano 2017

Traduzione a cura degli alunni della Classe 3^ sez. G_indirizzo MUSICALE

Coordinamento Prof. Enza Sileo

Istituto Comprensivo “G.. Pascoli”, Matera

Matteo Andrisani, Danila Annunziata, Emanuele Pio Bruno, Caterina Carmentano, Francesca Coppola, Pasquale Domenichiello, Bruno Dovile, Giuseppe Faruolo, Giorgio Fontana, Ivano Pasquale Giordano, Leonardo Guerricchio, Elena Montemurro, Francesca Nuzzi, Silvana Paolicelli, Olga Passarelli, Angela Priore, Rocco Oscar Rondinelli, Francesca Rubino, Maria Sole Ruggieri, Sofia Ruggieri, Francesca Scalera, Francesco Paolo Sinno, Mirko Strammiello, Eleonora Tota, Anna Vignola.

 

“Allora, dove andiamo da qui?” Chiese Rony con impazienza.

Estatico per la nostra spedizione ad Agartha (si dice sia una terra parallela la cui entrata è sulla nostra Terra nella foresta che stavamo esplorando), diedi un’occhiata alla mappa e puntai verso la scultura di un’antica Dea ungherese che giaceva tra due giganteschi alberi di pino. Guardò una scultura che nascondeva l’entrata di Agartha con stupore e meraviglia.

“Come sarebbe Agartha, secondo te?” Chiese, sempre con lo sguardo stupito, ipnotizzato dalla scena che ci avrebbe teletrasportato sull’altra terra. “Penso che buono o cattivo, sorprendente o prevedibile, ne vale la pena; tutti sognano di teletrasportarsi su altre terre. E presto, l’insondabile verrà allo scoperto.” Sorrisi confidando che sarebbe stato un viaggio che avrebbe cambiato le nostre vite, mentre espiravo un lungo e profondo flusso di anidride carbonica, abbandonando tutti i possibili dubbi su questo viaggio. “Bene allora, andiamo!” Esclamò con gioia incredula. Ci avvicinammo all’entrata, e poi ci fermammo mentre stavamo davanti alla scultura in terracotta fatta di pietre, e respirammo l’eccitazione che faceva scorrere la circolazione del sangue dentro di noi, facendo battere i nostri cuori più velocemente. Il sole splendeva, inviando fasci di luce a questa foresta oscura. Il cielo color salmone sbiadito aveva superato la sua timidezza e emetteva una brezza fredda, che faceva tremare le foglie. Facemmo un passo avanti verso la scultura, appena un portale si aprì e ci risucchiò dentro.

L’immensa energia e la velocità di ossigenazione cellulare ci guidavano attraverso l’oscurità sconosciuta del portale che era piena di assoluto nulla. Terrorizzato, ma inabile a pronunciare una sola parola a causa della penitenza che la velocità stava facendo affrontare al mio corpo, ho percepito il bussare della mia morte. Quasi perdendo la mia regina al re, urla di orrore improvvisamente sorsero dal nulla, perforando il mio timpano. I suoni stridevano “Fammi uscire! Abbi pietà della mia anima putrefatta!” Mi guardai attorno, sperando di vedere Rony vivo, ma con mio terrore, era svanito! Ero diventato isterico, stavo perdendo la testa. Desiderando che fosse tutto un sogno, sicuro che non lo fosse, la voce tornò con un avvertimento: “Stanno venendo per te, non fidarti di nessuno!” L’ho tenuto a mente, e proprio quando le mie cellule stavano per esplodere per la tremenda velocità, apparve una luce filtrante, e prima ancora che potessi batter ciglio, finalmente arrivai ad Agartha.

Sentendomi stordito ed esausto per questo brutto viaggio con l’acido, respirai un grosso carico di ossigeno e aprii gli occhi. Da parte mia, a causa di ciò che stavo guardando e di ciò che stavo per esplorare, la sensazione di morte che bussava troppo presto non era più un problema. Da quando la morte era diventata silenziosa. Perché la morte era già qui.

E mi stava fissando. presa coscienza di ciò, non c’era nulla da fare per me, se non viaggiare attraverso il suo vuoto. Pietrificato per ciò che stava per essere rivelato, ho camminato per le strade vuote; niente macchine, niente lampioni, niente. Il cielo era scuro e tutto il resto era grigio. Oltre a ciò, ero nella stessa regione della mia partenza. Senza speranza, eppure provando un’ondata di entusiasmo per tutto il mio corpo; mi diressi verso un minimarket a circa un miglio di distanza. Un paio di minuti dopo, arrivaii. Ero scioccato nel rendermi conto di avere familiarità con questo negozio, il cui nome derivava dal proprietario Derik Thatcher. Ma con mio orrore, le lettere che un tempo formavano il nome del minimarket erano cadute in un modo che quelle rimaste fossero De —– ath.

E sebbene fossi spaventato fino alle ossa, entrai nel negozio, perché il viaggio richiedeva una quantità sufficiente di cibo e bevande.

Con sicurezza, lo assaltai. Quando entrai, la porta si incrinò e, sotto le finestrelle e persino sul pavimento, c’era una sostanza nera appiccicosa. Quanto era lugubre e angosciante, pensai. Incurante, mi diressi verso il corridoio delle bevande e afferrai due grandi bottiglie d’acqua, una birra Budweiser e una bottiglia di whisky Jack Daniels.

Poi, andai avanti e presi delle patatine a caso. Mentre mi stavo dirigendo verso un sacchetto di plastica, percepii una presenza che mi seguiva.

Spaventato ma curioso, non potei fare a meno di girarmi lentamente e attentamente, osservando tutto ciò che avevo davanti dettagliatamente.

All’improvviso, bam! La finestra sull’estrema sinistra si chiuse. Un’atmosfera di suspense riempì i locali, mentre mi avvicinavo alla finestra. Tap! Ho fatto il primo passo verso la finestra. Tap! Ho fatto il secondo passo verso la finestra, col cuore che intuiva il pericolo che avrebbe potuto essere in agguato davanti … Bam! Ho fatto il sesto e ultimo passo verso la finestra, il mio cuore ora implorava di liberarsi. Una volta vicini, sulla finestra apparsero graffi simili a quelli di un lupo. Volontariamente, mi sporsi un pollice in avanti e guardai fuori; non c’era nessuno. Con il cuore sollevato, mi appoggiai all’indietro, fermo in piedi, pronto a partire per una capanna nei boschi vicini. Inaspettatamente, la mano dell’ombra di un uomo oscuro cominciò a sbattere brutalmente sulla finestra, violentemente, quasi a romperla! Non credendo ai miei occhi, tutto il mio corpo rabbrividì e rese il mio equilibrio nullo. Caddi per terra istericamente, mentre l’ombra indesiderata apriva la bocca, terrorizzando la mia anima con le sue strane, ma pietrificanti urla mute. Temendo la mia inevitabile morte, gridai, liberando tutte le preoccupazioni per la mia vita. Chiusi gli occhi, sperando ancora una volta che fosse tutto un brutto sogno. Respirai profondamente, confortando i miei polmoni esasperati e rilassando la mente, poi aprii gli occhi. Com’era prevedibile, non era un incubo; era un sogno vivente. Tuttavia fortunatamente, l’ombra era scomparsa.

… Mi sedetti sul divano di pelle marrone, bevendo Jack mentre ricordavo tutte le cose orrende che si stavano verificando da quando Rony era scomparso (che era stato probabilmente per il suo meglio). Ho pensato a cosa gli sarebbe potuto accadere e cosa sarebbe successo a me.

Ero irritato per la mia situazione attuale, desideroso di lasciare questo posto vivo e con Rony al mio fianco. Con la mia mente non pulita e concentrata, mi sono deciso a prendere un altro sorso di whisky per cercare di rilassare i miei nervi. Bere potrebbe non essere la migliore opzione per destreggiarsi tra i propri problemi, ma è sicuramente il modo migliore per non pensare agli affanni che si è condannati ad affrontare nella vita. Sebbene ciò possa essere vero nella mia prospettiva, le persone che hanno un’idea della causa delle loro difficoltà dicono cose astute quando sono ubriachi; questo a volte li aiuta a superarle. Per quanto mi riguarda attualmente, non comprendo nemmeno come e perché tutto sia avvenuto, dalla scomparsa di Rony durante il teletrasporto, all’arrabbiata ombra / fantasma che emetteva grida silenziose nel comodo negozio per spaventarmi a morte. Perciò, ho finito la bottiglia di whisky prendendo due sorsi finali, il calore rilassante che scorreva nel mio corpo, mentre dicevo alle figure scure che sapevo mi stavano osservavando da lontano: “Ho intenzione di trovare una via d’uscita da qui. E prima che lo faccia,” alzai la voce; “HO INTENZIONE di ricevere tutte le risposte e le spiegazioni per la scomparsa del mio amico, dato che LO PORTERO’ CON ME!” ho chiarito, sentendomi a dir poco pietrificato. Alla fine, liberando la mia rabbia, ho guardato dalla finestra con attenzione ai dettagli per vedere se qualche creatura fosse in agguato nei boschi dove alloggiavo in una baracca nel mezzo di esso.

Mi guardai attorno con attenzione, sperando di non vedere nessuna figura allarmante. Mentre concentravo lo sguardo sull’albero insolitamente piegato, vidi qualcosa che irradiava paura alla mia anima. Vidi occhi rossi iniettati di sangue che mi fissavano direttamente nel mio cuore soffocato. Gli occhi non battevano le palpebre e pensai che fossero quelli di un demone. Il pensiero di un DEMONE che mi fissava ha mandato il mio corpo, la mia mente e la mia anima alla dannazione. Ero immobilizzato. Non potevo muovermi e non riuscivo a pensare, gli occhi di un orrore continuavano a fissarmi. Ma poi, un urlo significativo mi ha salvato dalla mia paralisi. “Qualcuno aiuti! Per favore, non voglio morire!” Ho sentito chiaramente.

Ho sentito l’impulso di salvare un’anima vivente, sperando che fosse Rony; ho lasciato la capanna quasi all’istante e corsi disperatamente, seguendo le urla. Impazzendo con i piedi che calpestavano il terreno della via 666 (la foresta), mi fermai quando vidi “lei”. Stava di fronte a un ruscello; tutta nuda. Scioccata dal mio paradiso diabolico, si voltò e rivelò il suo volto assolutamente bellissimo e la sua sottovalutata, gloriosa figura ipnotizzante. Lei mi guardò. La guardai. È spaventata. Sono innamorato. Rapito dalla sua magnificenza, ho chiesto: “Chi sei?”

“Mi chiamo Alice”, rispose; la sua voce così gentile e rilassante.

“Come sei arrivata qui, era un portale? Sei stata inseguita da un’ombra scura quando hai urlato aiuto?” chiesi, cercando di essere attento alle mie domande.

Si leccò le labbra cremisi mentre rispondeva, un po ‘confusa “questa è casa mia, e nessuno mi fa male a casa mia”.

Il mio cuore quasi smise di battere e gelidi brividi mi attraversarono il corpo. Senza parlare, Alice si scansò dalle risate malvagie e saltò nel fiume verso la sua morte. Orrendamente, l’acqua diventò nera.

Sentendomi debole fin nelle ginocchia e dentro la mia anima, permisi al mio corpo di trovare un posto dove sdraiarsi e dormire, e non svegliarsi mai più.

Chiudendo gli occhi come in un coma, sentivo una forte pressione bruciante sul mio petto. “Huuuh”, rantolavo ansimando. “Miicheaal”, sussurrò una voce tremante e inumana nel mio orecchio. “Lasciami in pace!” Gridai, la mia anima bruciava per la spietatezza della morte che era vicina. “Oh, Noo Mikey, non vorrai morire con tutte queste domande rimaste senza risposta”, urlò con un tvoce rotta. E così è apparso. Non fidandomi della mia sanità mentale, il mio dito tremava mentre lo fissavo verso la figura che stava proprio davanti al mio corpo vivente, la figura che era Rony! I miei occhi stavano diventando ciechi alla vista di Rony, solo con gli occhi rossi. Mi schiarii la gola e ritardai il rogo del mio cuore in cenere per il solo scopo della spiegazione di tutto ciò che era accaduto in modo così sinistro. Guardando Rony, il mio corpo fisico torturato dalla sua vista, iniziò.

“Rony”, un enorme sorrisetto terrificante sul vestito di carne del demone che si alzava, “non ha mai lasciato la terra. Non è mai partito con te! ”

“Che follia!” Obiettai, il mio cuore batteva a piangere per il suo sonno perenne.

Emozionato dalla mia angoscia, continuò. “Rony è venuto ad Agartha molto tempo fa, e quì è morto; era perso nei boschi, mentre arrivavo dietro di lui e gli strappavo l’anima, graffiandogli il cuore finché la circolazione del sangue non si calmava e il suo corpo diventava freddo.

“No, stai mentendo!” Dissi, troppo debole per urlare.

“E quando è morto, ho pensato che avrei indossato la sua tuta di carne e mi sarei teletrasportato sulla tua terra. Dato che sono un demone, mi sono teletrasportato all’istante, il tuo caro Rony, ad Agartha. E quando sono arrivato lì, mi sono spogliato e ti ho terrorizzato da allora. Io ero l’ombra nera! ” La verità ha reso il mio cuore inquieto mentre lentamente ha continuato a bruciare, mentre lentamente iniziavo a morire.

“Per quanto riguarda Alice e il suo strano comportamento, beh, è normale. Era ancora più terrorizzata di te, di quanto lo sei tu. È morta cinque notti fa. Ma lei non lo sapeva. Fortunatamente per lei, è morta per isteria, credendo che fosse pazza. Ci vogliono un paio di giorni perché una persona realizzi che lui / lei è morto, differisce per anima. Alcuni non lo scoprono mai. Oggi le hai fatto capire che è morta! Dopo che un’anima lo ha capito, diventa incapace di riconoscere la sanità mentale, ed è allora che fa un salto nella tomba.

Quando ciò accade, si diffonde la sostanza nera appiccicosa che rappresenta il risentimento e l’agonia che non sono mai stati rilasciati e non andrà mai via! Tuttavia, nonostante la sua immensa tragedia, Rony ha rilasciato il doppio della quantità di sostanza nera!”

Liberando il dolore, pronunciai silenziose urla indesiderate. Guardai il cielo, non vedendo nessuna stella brillare. Mi ricordai di quando, da bambino, trascorrevo un’ora in silenzio a fissare il cielo, ipnotizzato dalle stelle con Rony. Abbassai lo sguardo, studiando i miei dintorni mentre lacrime congelate di misericordia mi cadevano copiosamente sul mio mento e continuavano verso il basso come una cascata. Il grigio non era mai stato così buio e l’oscurità non era mai stata così visibile, perché non era mai stata così rossa.