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Foto incontri e attività

Le foto dell’incontro con il Professore Alberto Lucarelli sul tema dei Beni Comuni

Al di là della proprietà pubblica e di quella privata, il concetto di bene comune, travalica queste due realtà, proponendoci una nuova forma di partecipazione e cittadinanza attiva. Il libro di Alberto Lucarelli: Beni comuni, dalla teoria all’azione politica, con i contributi di Luigi de Magistris e Alex Zanotelli, ridisegna le tappe decisive che hanno consentito di raggiungere un grande traguardo: riappropriarci dell’acqua, evidenziando come sia necessario passare ad un modello governativo partecipato ed attento alle esigenze reali.
Dopo la straordinaria mobilitazione nata attorno al referendum del 12 e del 13 giugno scorsi, i beni comuni si sono imposti nell’immaginario collettivo. La ripublicizzazione del servizio idrico è l’obiettivo che Alberto Lucarelli, con il Comitato promotore si pone, affinché si giunga ad un cambiamento della gestione idrica,  abbandonando la logica delle Spa e dei privati.

Esiste un’altra strada alternativa per pensare i beni comuni e gli assetti sociali. La risposta più immediata alla volontà di quei 27 milioni di italiani che hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua, l’ha data il Comune di Napoli, prima con l’introduzione dell’Assessorato ai beni comuni e alla partecipazione democratica, poi con la trasformazione dell’Arin nell’ABC (Acqua Bene Comune).

Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico all’Università di Napoli Federico II, Assessore del Comune di Napoli ai beni comuni, componente della Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni, redattore dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua.


“Al di là della proprietà pubblica e di quella privata, il concetto di bene comune, travalica queste due realtà, proponendoci una nuova forma di partecipazione e cittadinanza attiva. Il libro di Alberto Lucarelli: Beni comuni, dalla teoria all’azione politica, con i contributi di Luigi de Magistris e Alex Zanotelli, ridisegna le tappe decisive che hanno consentito di raggiungere un grande traguardo: riappropriarci dell’acqua, evidenziando come sia necessario passare ad un modello governativo partecipato ed attento alle esigenze reali.
Dopo la straordinaria mobilitazione nata attorno al referendum del 12 e del 13 giugno scorsi, i beni comuni si sono imposti nell’immaginario collettivo. La ripublicizzazione del servizio idrico è l’obiettivo che Alberto Lucarelli, con il Comitato promotore si pone, affinché si giunga ad un cambiamento della gestione idrica, abbandonando la logica delle Spa e dei privati.
Esiste un’altra strada alternativa per pensare i beni comuni e gli assetti sociali. La risposta più immediata alla volontà di quei 27 milioni di italiani che hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua, l’ha data il Comune di Napoli, prima con l’introduzione dell’Assessorato ai beni comuni e alla partecipazione democratica, poi con la trasformazione dell’Arin nell’ABC (Acqua Bene Comune).
Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico all’Università di Napoli Federico II, Assessore del Comune di Napoli ai beni comuni, componente della Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni, redattore dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua.”